martedì 29 maggio 2012

Non so che titolo mettere

Dunque, cerco sempre di non pensarci ma gli esami si avvicinano e i prof sono introvabili, ormai è abitudinario andare in facoltà e non trovare nessuno con cui poter parlare o a cui mostrare i lavori... 
Tralasciando ciò sono giorni di grande divertimento, ci si diverte davvero con poco, anche con i doppi sensi delle parole, con i significati di una singola parola in diverse lingue, le figure di merda che si fanno in terra straniera dicendo semplicemente "sono pugliese"! 
Trascorro gran parte del mio tempo con Oana e Any, dormo spesso da loro, mi fanno divertire, mi aiutano con la lingua e con gli studi e.... che dire? sto troppo beneeeee!!! :D
Oana studia fotografia, mi ha fatto tante foto stupende, tutto è cominciato con delle riprese per la sua tesi-mostra per la laurea ma poi abbiamo continuato senza vincoli! 











In questi giorni ho fatto due riflessioni importanti.
La prima riguarda la festa patronale, gente che dispiaciuta mi dice che mi perderò la festa di Sant'Erasmo al mio paese ma forse non sa che per me Sant'Erasmo è tutti i giorni: Le bancarelle in centro stanno tutti i giorni, di muli ne stanno a buttare e in centro c'è un palco con musica dal vivo quindi il problema non esiste! :P
L'altra riflessione riguarda gli europei di calcio, stavo pensando che sarà bello andare a vedere le partite dell'Italia con la maglia azzurra in una nazione che non mi appartiene! :P Forse il posto migliore per andare a vederle sarà Napoli centrale, quello dove ho mangiato la pizza buona! Va beh ho ancora un po di tempo per decidere! :P

Bene detto ciò io continuo ad ascoltarmi Liga in attesa della data del concerto... non vedo l'ora!!

A presto

Annalisa

sabato 26 maggio 2012

ecco cosa vuol dire "Bere Gratis"

Per godervi al meglio la lettura e per immergervi nell'aria di divertimenti di questo racconto vi consiglio di leggere ascoltando questa canzone

 http://www.youtube.com/watch?v=tLowcbNFpqg


E' da quando sono arrivata qui a Cluj che leggo locandine con su scritto "bere gratis" e da tempo sapevo che significa "Birra gratis" ma non mi ero mai informata a riguardo perchè con la mentalità da italiana ho immaginato che si trattava di un pretesto per attirare la gente e che in realtà non ti regala niente nessuno.
Beh forse non si può parlare di regalo ma in ogni caso è qualcosa di fantastico!
Il locale è lo Janis, non quello in cui ero già stata a marzo ma un'altro, situato sempre in centro.
Per bere la birra si pagano 5 lei, ti mettono un braccialetto tipo quello che ti danno in discoteca per l'ingresso ai privè e dalle 9 alle 11 di sera puoi bere TUTTA LA BIRRA CHE VUOI senza limiti!!!!!
Il locale è alquanto rude ed obsoleto, per contrastare il caldo ci sono ventilatori appesi agli angoli dei vari "atri", ventilatori che mi danno molto di film ambientati nei sobborghi napoletani.
C'è musica ma non c'è un DJ, c'è qualche televisore sintonizzato forse su un canale tipo RTL 102.5 che mandava in onda musica di qualsiasi genere, senza pubblicità però, si passava da "Have a nice day" di Bon Jovi a "Rehab" di Amy Whinehouse a "Buffalo soldier" di Bob Marley a "TNT" degli ACDC a "I gotta feeling" dei Black eyed peace! Qualsiasi genere insomma!! E poi ovviamente le canzoni che io non potevo conoscere, quelle rumene una delle quali ha fatto letteralmente impazzire la gente, quella del link, "Traiasca Berea" che devo ammetterlo mi è piaciuta parecchio.
Prima che i bicchieri fossero vuoti si andava a prenderne degli altri, io e le mie amiche li abbiamo appoggiati su un tavolino, in modo che ci rimanesse da bere anche dopo le 11 e nel frattempo si ballava e soprattutto si rideva si scherzava e ci si divertiva. A un certo punto mi è venuto un attacco di ridolina e non riuscivo a spiegarne perchè: era successo che mi ero rivolta alla mia amica chiedendole una cosa in italiano, molto tranquillamente e solo dopo mi sono accorta che lei non poteva capirmi, così ho cominciato a ridere forte!
Il locale è pieno di Spiderman, di ragazzi che fanno i ragni con le ragazze e la mia amica mi dice di non preoccuparmi se qualche ragazzo si fosse avvicinato magari provando a baciarmi collo o spalle.
A me però è capitata una cosa moooooolto più strana!
Ballavo e un ragazzo mi ha involontariamente schiacciato il piede, l'ho guardato un po' male e lui ha iniziato a scusarsi in non so quale lingua. Ho fatto un sorriso come per dire "ok tranquillo" ma non mi è bastato a fargli capire che non me l'ero presa poi così tanto! Io indossavo dei sandali bassi quindi i miei piedi non è che fossero così puliti ma il tipo si è piegato e mi ha dato un bacio sul piede.
La mia faccia era così O_O non volevo crederci ma l'aveva fatto! Vabbe forse si aspettava un gesto di compassione da parte mia ma poverino, si sbagliava alla grande!

Il caldo era sempre più forte ed era passata da un bel po' la mezzanotte quando abbiamo deciso di andar via. Non sono tornata a casa a dormire ma ho dormito a casa delle mie amiche, abbiamo continuato a divertirci mentre il taxi ci accompagnava e mentre ci preparavamo ad "affrontare il letto"
Dopo di che sono crollata.

A presto

Annalisa

giovedì 24 maggio 2012

E il tempo invece servirebbe vivo

Sto bene, sto bene! E' solo che ho meno tempo per rilassarmi e scrivere, impiego i momenti di libertà uscendo e svagando diversamente, devo godermi quest'ultimo periodo in terra straniera, la scrittura può aspettare!
Che dire? Sto facendo una xilografia e mi sto riempendo le mani di calli, il polso mi duole sempre più ma sorvolo!
Ho fatto il mio primo esame con il professore di anatomia ma è solo il primo di una luuuuunga serie!
Uscire a Cluj diventa sempre più bello, i viali si riempiono di tavolini e gazebo ed anche le terrazze e c'è sempre più gente in giro. ed anche la temperatura è ideale per passeggiare anche di sera!
Per questo motivo cerco di godermi ogni attimo, lavoro ascoltando musica e cerco di non farmi pesar nulla anche se devo ammettere che a volte mi assale la paura di non riuscire a fare il minimo di 30 crediti!
Di nuovo c'è che ho scoperto (o meglio Gianvito ha scoperto) l'esistenza di un altro laghetto, a mio parere più bello dell'altro forse perchè maggiormente circondato da verde o forse perchè la vicino c'è un campo da basket abbastanza grande!
Ci sono andata qualche giorno fa per la prima volta ed è molto carino il posto, c'era gente in costume da bagno a prendere il sole, bambini che giocavano nel parco e avvicinandosi alla riva del lago si potevano vedere tantissime rane che gracidavano e mi facevano tanto ridere perchè sembravano delle risate malefiche, tipo quelle dei videogames!
Qui a Cluj si alternano splendide giornate di sole a giornate di pioggia che anche se debole non mette certo il buonumore! Scegliere i vestiti da indossare diventa difficile in quanto finchè c'è il sole il caldo è atroce ma alla prima nuvola si percepiscono temperature inferiori e ci vuole la giacca!

Come molti di voi già sanno la data per il rientro è fissata ma non so se essere felice o triste per questo!
Beh sicuramente dovrei essere felice perchè torno da tutto quel che di bello ho lasciato, le amicizie, la famiglia, gli hobby ma penso anche al fatto che un'esperienza così non la ripeterò mai più!
Aspetterò l'arrivo di quel giorno cercando di non pensarci e quando arriverà forse non mi sembrerà vero!

Un abbraccio

Annalisa




domenica 20 maggio 2012

Da te stesso non scappi mai, neanche se sei Eddy Merckx

I giorni passano, gli esami si avvicinano, l'ansia cresce,  il tempo per scrivere diminuisce ma ciò non vuol dire che sto dimenticando chi ho lasciato al paesello!
Dopo la visita alla salina Turda sono andata con la simpaticissima "Any" a Bistrita, un paesino a nord di Cluj dove la mia amica ha trascorso alcuni importanti anni della sua vita. 
Bistrita (che si pronuncia "bìstriza) è diversa da Cluj, ci sono pochissimi palazzi e c'è tanto verde! siamo state in un deposito di tessuti immenso, c'erano tessuti di ogni tipo, di svariatissimi colori a prezzi molto bassi. 
Abbiamo pranzato in un ristorante tipico rumeno ed ho gustato prodotti locali.
Poi Ani mi ha portata nella sua vecchia casa e mi ha fatto conoscere la famiglia di americani con la quale lei ha vissuto per un po', persone squisite e gentilissime, sembrava la famiglia di "Settimo cielo", il telefilm!
Purtroppo tutte le foto che abbiamo fatto sono andate perse a causa di un virus.
A fine giornata, la mia testa stava per esplodere, per un giorno intero avevo parlato e pensato in una lingua non mia e quando ho sentito mamma su skype facevo quasi fatica a "tradurre" la giornata! :P

Ieri invece si festeggiava la giornata dei musei, musei aperti e gratuiti di notte, sicuramente sapete di cosa si tratta, l'evento riguardava anche l'Italia solo che in Italia tutti i festeggiamenti sono stati annullati a causa dell'attentato a Brindisi.
E proprio a proposito di questo vorrei fare una riflessione sull'Italia in generale e sul mio paese.
Esplode una bomba davanti ad una scuola superiore, una ragazza muore, un'altra lotta tra la vita e la morte, altri sono feriti, si pensa alla mafia ma probabilmente stavolta non c'entra nulla, si indaga si discute e cominciano gare di solidarietà a mio parere inutili.
Ho letto su internet che nel mio paesello hanno organizzato un corteo in villa ma volevo ricordare che meno di un mese fa una nostra concittadina è morta ammazzata, io ero a Santeramo e non ho visto nessuno striscione, nessun corteo, nessun atto solidale! 
E merdate come questa succedono ovunque, il mio è solo un pretesto per esprimere il mio malessere difronte a situazioni simili, difronte a un mondo massificato, di fronte a gente incapace di distinguersi e soprattutto di lasciarsi coinvolgere!
Penso che gli atti di solidarietà bisogna farseli con la propria coscienza, non sperando che un tg o un sito web ne parlino! 
Potrei scrivere dell'altro ma mi fermo, sono qua per raccontarvi la mia esperienza in un posto nuovo, non per polemizzare! :P

Concludo dicendo che qua dove sto io la gente muore di fame, in Italia invece si muore ammazzati e ci si lamenta della crisi scrivendo su facebook dal nuovo iPad (alla faccia della crisi!)

Annalisa

martedì 15 maggio 2012

Ancora in piedi

Dopo due giorni trascorsi quasi perennemente nel letto tra apatia e mali vari ho recuperato andando a Turda con degli amici. Turda è una paese situato a mezz'ora di autobus da Cluj, famoso per la "salina", motivo principale per cui ci siamo andati!
Eravamo in 4, abbiamo preso un taxi dalla fermata dell'autobus per raggiungere la salina e poi abbiamo fatto i biglietti per entrare. E si perchè la salina turda non è all'aperto come io avevo immaginato pensando a quella di Margherita di Savoia ma è in una specie di caverna.
L'ingresso è un portone di legno che chiude un tunnel lunghissimo artificialmente illuminato e non troppo alto.




Le pareti del tunnel sono salate e umide man mano che camminiamo il freddo aumenta; inizialmente la sensazione era piacevole dato che fuori avevamo lasciato 30 gradi.
Non si vedeva la "fine del tunnel" non so quanti metri abbiamo percorso ma so che è stato divertente percorrerlo col naso che gocciolava per il freddo!
Ogni tanto c'erano delle biforcazioni, una delle quali ad esempio ci ha portati nella "stanza dell'eco", una stanza con le pareti scure e perennemente bagnate in cui ci si poteva divertire con poco, urlando qualsiasi strano verso e aspettando l'eco che arrivava dopo qualche secondo.
Dopo un po' ci siamo ritrovati nella parte migliore della salina, una caverna enorme, noi eravamo nella parte alta e guardando giù potevamo vedere le persone che sembravano grandi quanto una formica. Per andare giù si poteva utilizzare l'ascensore panoramico o le scale. Abbiamo optato per le scale ma per raggiungerle bisognava percorere una specie di balcone che contornava la parte alta della caverna offrendo uno spettacolo magnifico che io ho potuto cogliere solo in parte a causa delle vertigini.
La scalinata è piuttosto scomoda, i gradini sono stretti e talvolta scivolosi, man mano che scendevo provavo ad affacciarmi  e guardare giù ma ero quasi arrivata a terra quando ci sono riuscita! :P
La base della salina è praticamente diventata un parco divertimenti, ci sono tavoli da ping pong, mini campi per giocare a golf, una ruota panoramica, c'è anche un piccolo anfiteatro che si può "affittare" per qualche ora, tutto con uno stile piuttosto futurista. C'è anche una specie di laghetto in cui si poteva fare il giro con la barchetta.



Lo stupore era forte ma il freddo forse era maggiore,così abbiamo deciso di avviarci nuovamente verso il tunnel.
Una volta usciti fuori il caldo sembrava più forte e insopportabile di prima!

Dopo di che siamo andati a cercare un posto in cui poter mangiare e senza difficoltà lo abbiamo trovato.
Con la pancia piena abbiamo atteso l'autobus che ci ha riportati a Cluj.

Questa esperienza mi ha fatto tornare la voglia di visitare un po' di città prima di tornare definitivamente in Italia. Ebbene si, nonostante tutto sono ancora in piedi! :D

A presto
Annalisa

domenica 13 maggio 2012

Il viaggio della speranza: capitolo 3 - il ritorno

Partire con mal di stomaco, mal di gola e mal di testa è stata un'impresa davvero difficile.
La mia valigia pesava qualcosa in più di dieci chili e addosso avevo 2 magliette e la felpa bianca nuova più altre due felpe messe una nell'altra legate in vita: il caldo era quasi insopportabile ma non ci pensavo. Ci provavo almeno. All'imbarco ho tolto i liquidi dalla valigia cosicchè non mi facessero storie per il peso. Attendo l'apertura del gate con gli occhi socchiusi, mi sentivo esplodere la testa ed avevo continuamente senso di vomito. L'aereo per Venezia-Treviso parte puntuale alle 12:05 e arriva con 10 minuti d'anticipo e menomale dato che arrivata in aeroporto ho avuto giusto il tempo di raggiungere il reparto partenze e rimettermi in fila per l'altro imbarco,  non ho avuto neanche il tempo di prendermi qualcosa da mangiare,  nè di andare in bagno.
Anche l'aereo fuxia di WIZZAIR parte puntuale. Mentre l'aereo decollava non ho potuto fare a meno di godermi dal vivo la famosa laguna veneta, dall'alto è uno spettacolo! Dopo qualche minuto il mare si mischiava con il cielo, osservavo e lasciavo che quell'azzurro splendido e infinito mi rilassasse.





In poco tempo ho chiuso gli occhi ed ho provato a dormire un po'.
La prima fase dell'atterraggio non è stata dei migliori a causa del maltempo, mi sono svegliata perchè l'aereo si muoveva a destra e sinistra; per fortuna è durata poco.
Con la stessa curiosità di prima ho osservato il paesaggio durante l'atterraggio, L'aeroporto era quello di Tirgu Mures, dall'alto si vedevano pochissime strade e file di casette concentrate nei pressi di esse, e poi chiazze di verde e di marrone scuro alternate a caso.
Arrivo in aeroporto debole per la fame e con la vescica in attesa di essere svuotata. L'aeroporto di Tirgu Mures è un buco di aeroporto, nessun bagno una volta oltrepassata la frontiera, nessun distributore di viveri, niente di niente! All'esterno a qualche centinaio di metri vedo un bar, lo raggiungo e prendo una bottiglietta d'acqua e un pacco di patatine: da mangiare non c'era altro.
Chiedo al tipo se c'era un bagno, mi fa si con la testa ma quello non capiva niente ne di inglese ne di italiano, gli chiedo dov era e continuava a fare si con la testa, così con un sorriso da ebete lo saluto e me ne vado. Non c'erano Taxi, non c'erano autobus, dovevo prima possibile raggiungere la stazione degli autobus ma non sapevo come fare. PANICO!
Fermo un tipo che però non parlava inglese, gli dico "taxi" e gesticolando mi fa capire che ne avrebbe chiamato uno per me e infatti dopo qualche minuto di attesa arriva un taxi che lascia un signore alla sala partenze e poi viene da me. Il tassista non parlava inglese, gli dico la via e mi dice che voleva 50 lei perchè ci vogliono circa 20 minuti per raggiungere quella via. Mi sembrava davvero strano, provo a dirgli di diminuire il prezzo ma mi sembrava contrario. E giustamente, era stato abile a leggere la situazione, io non avevo altra scelta, quello era l'unico mezzo che avrebbe potuto portarmi a destinazione! Lo guardo male e senza dire niente entro in macchina. Dopo 10 minuti scarsi arrivo a destinazione, avrei voluto dirgliene di tutti i colori ma ho preferito il silenzio, gli ho dato i soldi e senza fiatare ho aspettato che mi prendesse la valigia dal portabagagli e sono andata verso la biglietteria senza nemmeno salutare. La stazione degli autobus era qualcosa di mostruosamente deserto, gli unici esseri viventi a parte me erano 2 cani, la signora delle pulizie che mi ha chiesto un leu per l'utilizzo del bagno, e il tipo dei biglietti; ovviamente nessuno parlava inglese. 
Mi sono avvicinata all'unico autobus parcheggiato e sul cartello c'era scritto "Cluj-Napoca 19:30". Mancava un'ora, mi sono seduta su una panchina ed ho aspettato;nel frattempo cominciava ad arrivare un po' di gente.
L'autobus parte puntuale, ripercorre la strada che aveva fatto il tassista, ripassa davanti all'aeroporto dove si ferma per prendere 3 persone. Se avessi saputo di questa cosa mi sarei risparmiata 50 lei e un bel po' di malesangue! E va beh purtroppo in un paese fermo all'età della pietra anche comunicare diventa difficile!
In Romania non esistono autostrade, diciamo che la differenza tra le strade extraurbane e quelle urbane è che le prime sono asfaltate, le altre non sempre! Il mio pessimo umore mi faceva osservare il paesaggio con disappunto, pochissime case, sempre tutte colorate ma tristi, pochissime macchine e tanti tanti carretti, a volte trainati da persone, più raramente da muli. Gente abbigliata come i nonni dei miei genitori che io non ho mai conosciuto ma immagino. Tanti laghetti, tanti fiumiciattoli, tanti campi incolti e, almeno apparentemente, abbandonati. In 2 mesi a Cluj non avevo la minima idea della vera arretratezza della Romania, e scoprirla al rientro da 10 giorni stupendi in un paese sicuramente più moderno di quello non mi ha fatto bene.
Nel frattempo la luce del sole era sempre più flebile, così ho messo le cuffie e Liga mi ha fatto compagnia fino all'arrivo a Cluj.
Scendo dall'autobus, chiamo un taxi e in pochi minuti sono a "casa". 
In camera non c'è nessuno e la cosa non mi dispiace, non ero dell'umore giusto per confrontarmi con altri esseri umani!
Mi faccio subito una doccia e mi stendo sul letto, distrutta, sgranocchiando qualche salatino e scrivendo qualcosa su facebook.  
Alla fine di tutto mi sono sentita forte, forte per avercela fatta nonostante tutto e convincendomi che la solitudine si prova quando NOI decidiamo di provarla!

venerdì 11 maggio 2012

Il viaggio della speranza: Capitolo 2 - l'arrivo

Dunque l'aereo atterra, la fila per il controllo dei documenti non mi pesa minimamente, chiamo subito mio fratello che mi stava aspettando fuori,  lo vedo, lo abbraccio e mi scuso subito per la puzza :P Ci mettiamo in macchina, ero stanchisssssssssima e comincio a pensare al modo migliore per sorprendere mamma. Raffaele mi aveva detto che mamma aveva fatto la pizza e che ne era avanzata un po'. nel frattempo lei mi chiamava sul cell ma io non rispondevo, aspettavo di essere quasi sotto casa per risponderle!
Quando rispondo le dico che ero stanchissima, le dico che avevo tanta fame e poca voglia di cucinare!
MAMMA: "e dai a mamma non andare a letto senza mangiare, mangia un po di pane, qualsiasi cosa ma mangia!"
IO: "Mamma quanto mi sarebbe piaciuto mangiare un pezzo della tua pizza ora!"
MAMMA:" Ma io l'ho fatta la pizza stasera, ed è pure avanzata!"
IO:"Mamma ti prego me la porti qua?"
MAMMA:"Eh, e come faccio a mamma?
IO:"Mààà!! apri! sto giù!!"
MAMMA:"Seeeeee non ci credo!"
Chiudo la chiamata e suono al campanello, lei si affaccia alla finestra e incredula corre nelle scale! Jago piangeva, abbaiava, scodinzolava felice, Mamma rideva, piangeva, i suoi occhi erano piccoli piccoli per la gioia,  mi abbracciava e senza lasciarmi, neanche per un secondo, mi accompagnava in qualsiasi stanza!
A parte mangiare la pizza sono andata in camera mia, l'ho osservata tutta ordinata come quando i miei l'hanno comprata, sono andata in cucina, ho aperto qualsiasi armadietto, non perchè mi servisse qualcosa ma perchè... no, non lo so nemmeno io perchè!
Dopo un po' papà ha chiamato Mamma sul cell, lui stava lavorando, e mamma gli ha detto di chiamare me.
IO:"pronto?"
PAPA':" Annalisa che è successo, mamma mi ha detto di chiamarti.."
IO:"Si, aspetta un attimo, devo farti parlare con una persona"
e passo il telefono a mamma
MAMMA:"Weeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee"
Papà non capiva se io ero tornata a casa o se mamma era venuta da me! :P
Vabbe poi mamma gli spiega la sorpresa e mi scuso con entrambi per le bugie che avevo raccontato durante il viaggio :P
Mangio, mi faccio la doccia e l'idea di uscire e continuare le sorprese abbandona subito la mia mente, la stanchezza era troppa e crollo dopo poco tempo nel lettone di mamma!
La mattina dopo riabbraccio il mio caro "fratellone acquisito" Giulione e comincia il giro di sorprese: Prima Deborah, poi Angelica e poi Dino, tutte sorprese fatte grazie all'aiuto di Giulione che con una chiamata ha chiesto alle singole persone di incontrarle per ragioni urgenti... e invece la ragione urgente ero io!!! Tutti senza parole ovviamente! E poi da Sonia, un interminabile abbraccio silenzioso ma strafelice!!
Pranzo a casa di zia Angela e sorpresona anche x loro!
Il pomeriggio tocca a Franca e Simona che erano a pranzo a Lama di Lupo, in un solo colpo ho sorpreso anche i colleghi, e tutto lo staff Lama di Lupo! Ho chiesto a Giuliana di farmi un "gaffè" e lei mi ha abbracciata forte forte forte!
Poi sono andata al locale, c'erano solo Beppe e Vincenzo e con loro sono andata alla Pietà e li man mano aumentavano le persone che non si aspettavano minimamente di vedermi! La sera poi tutti a casa di Dino e Franca per la sorpresona alla squadra! <3 Vabbe.... la felicità negli occhi di tutte, le loro lacrime di gioia!!!
Non ci sono parole per descrivere la felicità di certi momenti!!!
Non ho avuto tempo per organizzare nessuna vera uscita, è impossibile, incontri persone, i saluti, i racconti, il tempo che non basta mai!! e poi i "preparativi" per il matrimonio di Michelangelo e Antonella, e il vestito, e le scarpe e l'estetista! e poi il giorno del matrimonio, le risate con i cugini, l'allegria del momento e del vino!
E ancora le elezioni, le votazioni e il pomeriggio da rappresentante di lista e il tempo insufficiente a voler-poter salutare gli amici.
Quel famoso 8 maggio è arrivato troppo in fretta, il mio umore non è dei migliori, mi fa male la gola ed ho mal di stomaco.
Colazione con giulione, saluto Deborah al negozio ed Angelica al forno e chiamo Sonia che sicuramente dorme ancora :( poi torno a casa, di nuovo la valigia, i documenti e la paura di dimenticar qualcosa di importante.
Si riParte

mercoledì 9 maggio 2012

Il viaggio della speranza: Capitolo 1 - la partenza

27/04/2012
ore 08:00 mi sveglio e accendo il pc, e leggo sul gruppo degli erasmus della mia università una frase che annunciava il "lungo week-end" a causa del ponte del 1 maggio. in pochi sapevano che a inizio aprile avevo prenotato un volo per tornare a casa e la partenza era prevista per il 2 maggio. La lettura della notizia mi rende molto nervosa, volevo mangiarmi le mani per non aver fatto caso al ponte, dovevo per forza fare qualcosa perchè in ogni caso avrei trascorso i giorni che mancavano al 2 maggio tra ansia e nervosismo dato che non avrei avuto le giornate troppo impegnate!
Bene, in pochi minuti la crisi interiore raggiunge l'apice: mi vesto molto rapidamente, prendo la valigia che (neanche a farlo apposta) avevo preparato il giorno prima e chiamo un taxi, destinazione aeroporto!
Avrei preso il primo volo per l'Italia solo che a parte il costo eccessivo (245 euro solo andata) era per Forlì e per arrivare a Bari poi sarebbe stato un gran casino. Con tanta delusione torno a casa ma non mi arrendo e più agguerrita di prima mi metto a cercare un volo o un qualsiasi mezzo che mi portasse a casa prima possibile: l'opzione migliore era il volo Bari-Bucarest alle 20:10 del giorno successivo, subito chiedo a Tatiana e Cristina di aiutarmi a cercare un treno o un autobus per raggiungere la capitale, c'era un autobus apparentemente perfetto che partiva il sabato mattina e arrivava nel pomeriggio ma ovviamente sembrava troppo bello per essere vero! E infatti non c'erano più posti disponibili....
Faccio prenotare un posto per l'autobus che partiva alle 22:00 di quel giorno in cui la testardaggine stava battendo un grande record: secondo i programmi sarei arrivata a Bucarest alle 6 del 28 aprile e avrei trascorso la giornata nella città in attesa del mio aereo che sarebbe partito alle 20:10.
Tutto è prenotato, devo solo aspettare che arrivi sera per partire: trascorro il pomeriggio in centro sotto il bel sole che mi fa prendere un po' di colore, poi torno a casa, doccia, controllo bagagli e documenti e prendo un taxi per andare alla stazione degli autobus. C'è un sacco di gente, alle 21 arriva un autobus, chiedo all'autista se era quello per Bucarest, mi risponde affermativamente e mi chiede se ho prenotato, gli dico di si, mi fa lasciare il bagaglio e mi metto in fila per fare il biglietto (lo stesso autista li faceva sull'autobus). Quando arriva il mio turno il tipo mi chiede il nome della prenotazione ma.... non c'era nell'elenco! Comincio a sudare freddo, gli dico che una mia amica aveva chiamato per me perchè io non parlo rumeno e che dovevo partire per forza perchè DOVEVO prendere l'aereo. Mi fa salire come riserva e per fortuna riesco comunque a partire.

ore 21:30 si parte,viaggio improvvisato e organizzato in tempo record, l'orario previsto per la partenza era alle 22 in punto e questi 30 minuti di anticipo mi stavano mettendo un'ansia pazzesca, il mio timore era di essere sull'autobus sbagliato! :P Mi aspettavano 8 ore di viaggio e una giornata quasi intera in una grande città, sola, completamente sola, senza un letto e con una valigia di 10 chili che non avrei potuto lasciare da nessuna parte.
Tutti i posti dell'autobus sono occupati, l'aria è molto più che consumata e il caldo comincia a farsi sentire, trasmettono un film sul mini televisore ma ci sono 4 file di sedili che mi separano dal monitor e non vedo gran che. Dormire è quasi impossibile, la strada è piena di curve e tornanti che insieme alla puzza del tipo seduto accanto a me mettono a dura prova il mio stomaco.
La strada non è illuminata quindi non riesco a vedere nulla del paesaggio, provo a chiudere gli occhi ma non posso assolutamente dire di aver dormito anche perchè l'autobus effettuava parecchie fermate nei paesini e ogni volta la voce dell'altoparlante che annunciava il nome del paesino disturbava il mio stato di dormiveglia.
Giulione, l'unico che sapeva del mio rientro, mi teneva compagnia con messaggi e chiamate.
Avevo fame e sete, durante il viaggio ci sono state un paio di soste di 10 minuti circa ma non sono mai scesa dall'autobus perchè avevo paura che mi succedesse qualcosa.
Erano quasi le 5 quando l'autobus si svuota completamente, mi allarmo e chiedo all'autista dov'ero; mi dice che ero a Bucarest, la fermata era quella della stazione ferroviaria, e mi spiega che avrebbe fatto altre 2 fermate ma decido di scendere 1 perchè ero sola 2 perchè avevo salvato sul cell un paio di percorsi per raggiungere dei posti e il  punto di partenza era la prima fermata quindi cambiandola avrei perso ogni riferimento.
Era ancora buio, la stazione era qualcosa di orrendo, se avessi saputo di quell'anticipo avrei prenotato una stanza!
Non sapevo cosa fare, non sapevo dove andare, la città era praticamente deserta e anche se fossi salita su un taxi che era praticamente l'unica parte viva della città non avrei avuto nessuna destinazione da raggiungere.
Provo a seguire le indicazioni della mia mappa per cercare di raggiungere il centro della città, la puzza di piscio era ovunque, soprattutto nei pressi delle numerosissime "pozzanghere" che solo dopo ho capito che non potevano essere di pioggia.
C'erano barboni in molti angoli dopo pochi passi torno alla stazione che per quanto squallida mi sembrava molto più sicura della città ancora buia. Aspetto le prime luci del mattino per rimettermi in movimento. Dentro di me pensavo che erano passate 8  ore su un autobus puzzolente, sarebbe passata un'oretta in una stazione ferroviaria puzzolente ma in maniera diversa! :P
E infatti in men che non si dica la città si stava mettendo in moto, mi metto subito alla ricerca di un bar o di un posto per fare colazione e andare in bagno. Penso che dirigendomi verso il centro avrei sicuramente trovato qualcosa, le poche vetrine illuminate in lontananza me lo facevano pensare ma poi ho capito che erano illuminate perchè qualcuno stava pulendo e mettendo in ordine il divertimento della sera precedente.
Ero distrutta, sonno debolezza e fame erano uno causa e conseguenza dell'altro, ed erano così forti che la necessità di andare in bagno era diventata secondaria. Riesco a trovare un viale pieno di posti in cui avrei potuto trascorrere del tempo, c'erano un MC Donald's, uno Starbucks e altri posti simili solo che aprivano alle 8:30 ed erano appena le 6:30. Mi fermo su una panchina, il sole si faceva pian piano caldo, ce l'avevo difronte, ma continuavo a indossare il cappotto, mi faceva sentire meno gli spigoli del legno della panchina.
Avevo paura di addormentarmi e infatti dopo non troppo tempo ho cominciato a girare per le strade di Bucarest, senza allontanarmi troppo da quel punto.
Alle 8 e mezza ero a Starbuks, mi siedo, ordino un frappuccino e un kraphen al cioccolato e nel frattempo vado in bagno. Con mooooolta calma mi gusto la colazione, chiamo mamma e mi invento che stavo facendo colazione fuori perchè avevo intenzione di dedicare la giornata allo shopping.
Tra le mappe salvate c'era anche quella di un parco a nord della città ma la colazione mi aveva praticamente fatto il solletico e non sapendo se nel parco sarebbe stato possibile mangiare, mi faccio un altro giretto e mi fermo nel MC Donald's, vado prima in bagno, mi lavo per bene mani-braccia-viso, e poi passo alle salviettine, non potete nemmeno immaginare quanto mi sentissi sporca!
Dopo di che ordino un bigmac con patatine e cocacola e mentre mangio resto a guardare la comitiva di bambini e genitori che aveva popolato il locale, il caos era devastante ma mi aiutava a restare sveglia.
Nessuno mi metteva fretta, torno in bagno, mi rilavo sperando di sentirmi più pulita ma la situazione non  cambiava! :P
Mi dirigo verso il parco "Herastrau", vedo un lato di Bucarest davvero stupendo, viali immensi e pieni di prati, giardini fioriti, alberi e palline di bambagia che ti svolazzavano davanti! L'unica cosa negativa a parte la stanchezza in quel momento era la valigia che ero costretta a portarmi dietro e che sembrava prendere peso ad ogni minuto che passava.
Raggiungo il parco senza difficoltà, se vi dico che era stupendo prendetemi sulla parola: Pace e natura!
Il parco è immenso, all'interno c'è di tutto, compreso un lago in cui si svolgeva una gara di canoa, avrei voluto girarmelo tutto ma la stanchezza non  me lo permetteva. Molto rapidamente faccio un giretto e poi mi fermo su una panchina, vicino a delle amache purtroppo già occupate, situate vicino a casse che trasmettevano musica rilassante e "suoni della natura". Sistemo sulla panchina il cappotto, mi tolgo scarpe e calzini, i piedi erano gonfissimi, le salviettine mi tornavano utili come non mai, mi "lavo" come meglio potevo fare e dopo di che metto la valigia sulla panchina, poggio le gambe stanche su di essa e mi stendo. Ovviamente carta d'imbarco, carta d'identità e soldi erano in tasca.
Nonostante tutto ho avuto il coraggio di pensare "e ci stè megghij d mè?"
La pace era unica e magnifica, su di me l'ombra degli alberi che tenevano a bada il calore del sole, ormai altissimo su di me, chiudo gli occhi e mi godo quel momento.
Le urla felici dei bambini che giocavano non mi permettevano di dormire ma non mi importava, stavo bene così!
Non mi rendevo conto del tempo che passava, se passava, diciamo che un minuto poteva piacevolmente esser paragonato a un'ora e un'ora passare in un minuto.
Non ho la più pallida idea di quanto tempo io abbia trascorso su quella panchina, so solo che quando stare li ha cominciato a darmi noia mi sono ricomposta e sono andata verso la stazione, facendo tappa in un modesto centro estetico dove ho fatto la ceretta alle gambe (qualsiasi cosa andava bene per far passare il tempo!).
Tralascio la descrizione dei metodi alquanto antiquati di epilazione.
La tipa è davvero gentile, mi ha anche aggiunta su facebook, mi ha raccontato di una sua breve vacanza in Italia e ha detto che la cosa che le è piaciuta di più sono i ragazzi (e la capisco visto che quel che offre il suo territorio a riguardo non è certo il meglio)
Ci salutiamo sperando di rincontrarci.
Raggiungo la stazione e prendo l'autobus per l'aeroporto anche se era ancora abbastanza presto.
Mi siedo e mi ripulisco con le salviettine e scambio qualche parola con un signore gentile e simpatico che mi ha praticamente raccontato tutta la sua vita e anche se ascoltavo con poco interesse la sua presenza allietava l'attesa.
Dopo un po' mi chiama Giulione dicendomi che se avessi trovato qualcuno che mi venisse a prendere dall'aeroporto di Bari sarebbe stato meglio per lui.
Così chiamo mio fratello, gli dico che ero a Bucarest e chiedo se poteva venire a prendermi: risposta affermativa! :D
Il tutto mantenendo il segreto con mamma e con chiunque!
Nel frattempo aprono il banco check in, vado subito verso il gate anche se mancava ancora un po' di tempo all'apertura; ero stata troppo tempo nello stesso posto e cambiare "aria" mi avrebbe fatto bene.
Non vedevo l'ora di lasciare quell'aeroporto, quella città, volevo arrivare a casa! Ma ovviamente la sfiga era con me, una voce simpatica annuncia all'altoparlante che il volo per Bari avrebbe fatto almeno 20 minuti di ritardo. Mi veniva da piangere ma forse ero troppo stanca per farlo, cercavo di essere paziente e dentro di me le bestemmie facevano la gara della volgarità. Avviso mio fratello del ritardo e gli mando un sms quando stavo per partire.
Durante il volo avrei potuto dormire un po' ma non l'ho fatto perchè sapevo che nonostante tutto ce l'avevo fatta, perchè fremevo dalla voglia di riabbracciare i miei affetti! non so quanto sia durato il volo perchè ormai tra fuso orario e perdita della cognizione del tempo gli orologi potevano anche non esistere per me! Nella testa e nel cuore avevo altro!





Relax sotto i cieli di Bucarest


"Sulla testa un po' di sole ed in bocca una canzone"


Il tipo che mi ha raccontato la sua vita, involontariamente fotografato mentre fotografavo l'uccellino sulla ringhiera