27/04/2012
ore 08:00 mi sveglio e accendo il pc, e leggo sul gruppo degli erasmus della mia università una frase che annunciava il "lungo week-end" a causa del ponte del 1 maggio. in pochi sapevano che a inizio aprile avevo prenotato un volo per tornare a casa e la partenza era prevista per il 2 maggio. La lettura della notizia mi rende molto nervosa, volevo mangiarmi le mani per non aver fatto caso al ponte, dovevo per forza fare qualcosa perchè in ogni caso avrei trascorso i giorni che mancavano al 2 maggio tra ansia e nervosismo dato che non avrei avuto le giornate troppo impegnate!
Bene, in pochi minuti la crisi interiore raggiunge l'apice: mi vesto molto rapidamente, prendo la valigia che (neanche a farlo apposta) avevo preparato il giorno prima e chiamo un taxi, destinazione aeroporto!
Avrei preso il primo volo per l'Italia solo che a parte il costo eccessivo (245 euro solo andata) era per Forlì e per arrivare a Bari poi sarebbe stato un gran casino. Con tanta delusione torno a casa ma non mi arrendo e più agguerrita di prima mi metto a cercare un volo o un qualsiasi mezzo che mi portasse a casa prima possibile: l'opzione migliore era il volo Bari-Bucarest alle 20:10 del giorno successivo, subito chiedo a Tatiana e Cristina di aiutarmi a cercare un treno o un autobus per raggiungere la capitale, c'era un autobus apparentemente perfetto che partiva il sabato mattina e arrivava nel pomeriggio ma ovviamente sembrava troppo bello per essere vero! E infatti non c'erano più posti disponibili....
Faccio prenotare un posto per l'autobus che partiva alle 22:00 di quel giorno in cui la testardaggine stava battendo un grande record: secondo i programmi sarei arrivata a Bucarest alle 6 del 28 aprile e avrei trascorso la giornata nella città in attesa del mio aereo che sarebbe partito alle 20:10.
Tutto è prenotato, devo solo aspettare che arrivi sera per partire: trascorro il pomeriggio in centro sotto il bel sole che mi fa prendere un po' di colore, poi torno a casa, doccia, controllo bagagli e documenti e prendo un taxi per andare alla stazione degli autobus. C'è un sacco di gente, alle 21 arriva un autobus, chiedo all'autista se era quello per Bucarest, mi risponde affermativamente e mi chiede se ho prenotato, gli dico di si, mi fa lasciare il bagaglio e mi metto in fila per fare il biglietto (lo stesso autista li faceva sull'autobus). Quando arriva il mio turno il tipo mi chiede il nome della prenotazione ma.... non c'era nell'elenco! Comincio a sudare freddo, gli dico che una mia amica aveva chiamato per me perchè io non parlo rumeno e che dovevo partire per forza perchè DOVEVO prendere l'aereo. Mi fa salire come riserva e per fortuna riesco comunque a partire.
ore 21:30 si parte,viaggio improvvisato e organizzato in tempo record, l'orario previsto per la partenza era alle 22 in punto e questi 30 minuti di anticipo mi stavano mettendo un'ansia pazzesca, il mio timore era di essere sull'autobus sbagliato! :P Mi aspettavano 8 ore di viaggio e una giornata quasi intera in una grande città, sola, completamente sola, senza un letto e con una valigia di 10 chili che non avrei potuto lasciare da nessuna parte.
Tutti i posti dell'autobus sono occupati, l'aria è molto più che consumata e il caldo comincia a farsi sentire, trasmettono un film sul mini televisore ma ci sono 4 file di sedili che mi separano dal monitor e non vedo gran che. Dormire è quasi impossibile, la strada è piena di curve e tornanti che insieme alla puzza del tipo seduto accanto a me mettono a dura prova il mio stomaco.
La strada non è illuminata quindi non riesco a vedere nulla del paesaggio, provo a chiudere gli occhi ma non posso assolutamente dire di aver dormito anche perchè l'autobus effettuava parecchie fermate nei paesini e ogni volta la voce dell'altoparlante che annunciava il nome del paesino disturbava il mio stato di dormiveglia.
Giulione, l'unico che sapeva del mio rientro, mi teneva compagnia con messaggi e chiamate.
Avevo fame e sete, durante il viaggio ci sono state un paio di soste di 10 minuti circa ma non sono mai scesa dall'autobus perchè avevo paura che mi succedesse qualcosa.
Erano quasi le 5 quando l'autobus si svuota completamente, mi allarmo e chiedo all'autista dov'ero; mi dice che ero a Bucarest, la fermata era quella della stazione ferroviaria, e mi spiega che avrebbe fatto altre 2 fermate ma decido di scendere 1 perchè ero sola 2 perchè avevo salvato sul cell un paio di percorsi per raggiungere dei posti e il punto di partenza era la prima fermata quindi cambiandola avrei perso ogni riferimento.
Era ancora buio, la stazione era qualcosa di orrendo, se avessi saputo di quell'anticipo avrei prenotato una stanza!
Non sapevo cosa fare, non sapevo dove andare, la città era praticamente deserta e anche se fossi salita su un taxi che era praticamente l'unica parte viva della città non avrei avuto nessuna destinazione da raggiungere.
Provo a seguire le indicazioni della mia mappa per cercare di raggiungere il centro della città, la puzza di piscio era ovunque, soprattutto nei pressi delle numerosissime "pozzanghere" che solo dopo ho capito che non potevano essere di pioggia.
C'erano barboni in molti angoli dopo pochi passi torno alla stazione che per quanto squallida mi sembrava molto più sicura della città ancora buia. Aspetto le prime luci del mattino per rimettermi in movimento. Dentro di me pensavo che erano passate 8 ore su un autobus puzzolente, sarebbe passata un'oretta in una stazione ferroviaria puzzolente ma in maniera diversa! :P
E infatti in men che non si dica la città si stava mettendo in moto, mi metto subito alla ricerca di un bar o di un posto per fare colazione e andare in bagno. Penso che dirigendomi verso il centro avrei sicuramente trovato qualcosa, le poche vetrine illuminate in lontananza me lo facevano pensare ma poi ho capito che erano illuminate perchè qualcuno stava pulendo e mettendo in ordine il divertimento della sera precedente.
Ero distrutta, sonno debolezza e fame erano uno causa e conseguenza dell'altro, ed erano così forti che la necessità di andare in bagno era diventata secondaria. Riesco a trovare un viale pieno di posti in cui avrei potuto trascorrere del tempo, c'erano un MC Donald's, uno Starbucks e altri posti simili solo che aprivano alle 8:30 ed erano appena le 6:30. Mi fermo su una panchina, il sole si faceva pian piano caldo, ce l'avevo difronte, ma continuavo a indossare il cappotto, mi faceva sentire meno gli spigoli del legno della panchina.
Avevo paura di addormentarmi e infatti dopo non troppo tempo ho cominciato a girare per le strade di Bucarest, senza allontanarmi troppo da quel punto.
Alle 8 e mezza ero a Starbuks, mi siedo, ordino un frappuccino e un kraphen al cioccolato e nel frattempo vado in bagno. Con mooooolta calma mi gusto la colazione, chiamo mamma e mi invento che stavo facendo colazione fuori perchè avevo intenzione di dedicare la giornata allo shopping.
Tra le mappe salvate c'era anche quella di un parco a nord della città ma la colazione mi aveva praticamente fatto il solletico e non sapendo se nel parco sarebbe stato possibile mangiare, mi faccio un altro giretto e mi fermo nel MC Donald's, vado prima in bagno, mi lavo per bene mani-braccia-viso, e poi passo alle salviettine, non potete nemmeno immaginare quanto mi sentissi sporca!
Dopo di che ordino un bigmac con patatine e cocacola e mentre mangio resto a guardare la comitiva di bambini e genitori che aveva popolato il locale, il caos era devastante ma mi aiutava a restare sveglia.
Nessuno mi metteva fretta, torno in bagno, mi rilavo sperando di sentirmi più pulita ma la situazione non cambiava! :P
Mi dirigo verso il parco "Herastrau", vedo un lato di Bucarest davvero stupendo, viali immensi e pieni di prati, giardini fioriti, alberi e palline di bambagia che ti svolazzavano davanti! L'unica cosa negativa a parte la stanchezza in quel momento era la valigia che ero costretta a portarmi dietro e che sembrava prendere peso ad ogni minuto che passava.
Raggiungo il parco senza difficoltà, se vi dico che era stupendo prendetemi sulla parola: Pace e natura!
Il parco è immenso, all'interno c'è di tutto, compreso un lago in cui si svolgeva una gara di canoa, avrei voluto girarmelo tutto ma la stanchezza non me lo permetteva. Molto rapidamente faccio un giretto e poi mi fermo su una panchina, vicino a delle amache purtroppo già occupate, situate vicino a casse che trasmettevano musica rilassante e "suoni della natura". Sistemo sulla panchina il cappotto, mi tolgo scarpe e calzini, i piedi erano gonfissimi, le salviettine mi tornavano utili come non mai, mi "lavo" come meglio potevo fare e dopo di che metto la valigia sulla panchina, poggio le gambe stanche su di essa e mi stendo. Ovviamente carta d'imbarco, carta d'identità e soldi erano in tasca.
Nonostante tutto ho avuto il coraggio di pensare "e ci stè megghij d mè?"
La pace era unica e magnifica, su di me l'ombra degli alberi che tenevano a bada il calore del sole, ormai altissimo su di me, chiudo gli occhi e mi godo quel momento.
Le urla felici dei bambini che giocavano non mi permettevano di dormire ma non mi importava, stavo bene così!
Non mi rendevo conto del tempo che passava, se passava, diciamo che un minuto poteva piacevolmente esser paragonato a un'ora e un'ora passare in un minuto.
Non ho la più pallida idea di quanto tempo io abbia trascorso su quella panchina, so solo che quando stare li ha cominciato a darmi noia mi sono ricomposta e sono andata verso la stazione, facendo tappa in un modesto centro estetico dove ho fatto la ceretta alle gambe (qualsiasi cosa andava bene per far passare il tempo!).
Tralascio la descrizione dei metodi alquanto antiquati di epilazione.
La tipa è davvero gentile, mi ha anche aggiunta su facebook, mi ha raccontato di una sua breve vacanza in Italia e ha detto che la cosa che le è piaciuta di più sono i ragazzi (e la capisco visto che quel che offre il suo territorio a riguardo non è certo il meglio)
Ci salutiamo sperando di rincontrarci.
Raggiungo la stazione e prendo l'autobus per l'aeroporto anche se era ancora abbastanza presto.
Mi siedo e mi ripulisco con le salviettine e scambio qualche parola con un signore gentile e simpatico che mi ha praticamente raccontato tutta la sua vita e anche se ascoltavo con poco interesse la sua presenza allietava l'attesa.
Dopo un po' mi chiama Giulione dicendomi che se avessi trovato qualcuno che mi venisse a prendere dall'aeroporto di Bari sarebbe stato meglio per lui.
Così chiamo mio fratello, gli dico che ero a Bucarest e chiedo se poteva venire a prendermi: risposta affermativa! :D
Il tutto mantenendo il segreto con mamma e con chiunque!
Nel frattempo aprono il banco check in, vado subito verso il gate anche se mancava ancora un po' di tempo all'apertura; ero stata troppo tempo nello stesso posto e cambiare "aria" mi avrebbe fatto bene.
Non vedevo l'ora di lasciare quell'aeroporto, quella città, volevo arrivare a casa! Ma ovviamente la sfiga era con me, una voce simpatica annuncia all'altoparlante che il volo per Bari avrebbe fatto almeno 20 minuti di ritardo. Mi veniva da piangere ma forse ero troppo stanca per farlo, cercavo di essere paziente e dentro di me le bestemmie facevano la gara della volgarità. Avviso mio fratello del ritardo e gli mando un sms quando stavo per partire.
Durante il volo avrei potuto dormire un po' ma non l'ho fatto perchè sapevo che nonostante tutto ce l'avevo fatta, perchè fremevo dalla voglia di riabbracciare i miei affetti! non so quanto sia durato il volo perchè ormai tra fuso orario e perdita della cognizione del tempo gli orologi potevano anche non esistere per me! Nella testa e nel cuore avevo altro!
Relax sotto i cieli di Bucarest
"Sulla testa un po' di sole ed in bocca una canzone"
Il tipo che mi ha raccontato la sua vita, involontariamente fotografato mentre fotografavo l'uccellino sulla ringhiera