La mia valigia pesava qualcosa in più di dieci chili e addosso avevo 2 magliette e la felpa bianca nuova più altre due felpe messe una nell'altra legate in vita: il caldo era quasi insopportabile ma non ci pensavo. Ci provavo almeno. All'imbarco ho tolto i liquidi dalla valigia cosicchè non mi facessero storie per il peso. Attendo l'apertura del gate con gli occhi socchiusi, mi sentivo esplodere la testa ed avevo continuamente senso di vomito. L'aereo per Venezia-Treviso parte puntuale alle 12:05 e arriva con 10 minuti d'anticipo e menomale dato che arrivata in aeroporto ho avuto giusto il tempo di raggiungere il reparto partenze e rimettermi in fila per l'altro imbarco, non ho avuto neanche il tempo di prendermi qualcosa da mangiare, nè di andare in bagno.
Anche l'aereo fuxia di WIZZAIR parte puntuale. Mentre l'aereo decollava non ho potuto fare a meno di godermi dal vivo la famosa laguna veneta, dall'alto è uno spettacolo! Dopo qualche minuto il mare si mischiava con il cielo, osservavo e lasciavo che quell'azzurro splendido e infinito mi rilassasse.
In poco tempo ho chiuso gli occhi ed ho provato a dormire un po'.
La prima fase dell'atterraggio non è stata dei migliori a causa del maltempo, mi sono svegliata perchè l'aereo si muoveva a destra e sinistra; per fortuna è durata poco.
Con la stessa curiosità di prima ho osservato il paesaggio durante l'atterraggio, L'aeroporto era quello di Tirgu Mures, dall'alto si vedevano pochissime strade e file di casette concentrate nei pressi di esse, e poi chiazze di verde e di marrone scuro alternate a caso.
Arrivo in aeroporto debole per la fame e con la vescica in attesa di essere svuotata. L'aeroporto di Tirgu Mures è un buco di aeroporto, nessun bagno una volta oltrepassata la frontiera, nessun distributore di viveri, niente di niente! All'esterno a qualche centinaio di metri vedo un bar, lo raggiungo e prendo una bottiglietta d'acqua e un pacco di patatine: da mangiare non c'era altro.
Chiedo al tipo se c'era un bagno, mi fa si con la testa ma quello non capiva niente ne di inglese ne di italiano, gli chiedo dov era e continuava a fare si con la testa, così con un sorriso da ebete lo saluto e me ne vado. Non c'erano Taxi, non c'erano autobus, dovevo prima possibile raggiungere la stazione degli autobus ma non sapevo come fare. PANICO!
Fermo un tipo che però non parlava inglese, gli dico "taxi" e gesticolando mi fa capire che ne avrebbe chiamato uno per me e infatti dopo qualche minuto di attesa arriva un taxi che lascia un signore alla sala partenze e poi viene da me. Il tassista non parlava inglese, gli dico la via e mi dice che voleva 50 lei perchè ci vogliono circa 20 minuti per raggiungere quella via. Mi sembrava davvero strano, provo a dirgli di diminuire il prezzo ma mi sembrava contrario. E giustamente, era stato abile a leggere la situazione, io non avevo altra scelta, quello era l'unico mezzo che avrebbe potuto portarmi a destinazione! Lo guardo male e senza dire niente entro in macchina. Dopo 10 minuti scarsi arrivo a destinazione, avrei voluto dirgliene di tutti i colori ma ho preferito il silenzio, gli ho dato i soldi e senza fiatare ho aspettato che mi prendesse la valigia dal portabagagli e sono andata verso la biglietteria senza nemmeno salutare. La stazione degli autobus era qualcosa di mostruosamente deserto, gli unici esseri viventi a parte me erano 2 cani, la signora delle pulizie che mi ha chiesto un leu per l'utilizzo del bagno, e il tipo dei biglietti; ovviamente nessuno parlava inglese.
Mi sono avvicinata all'unico autobus parcheggiato e sul cartello c'era scritto "Cluj-Napoca 19:30". Mancava un'ora, mi sono seduta su una panchina ed ho aspettato;nel frattempo cominciava ad arrivare un po' di gente.
L'autobus parte puntuale, ripercorre la strada che aveva fatto il tassista, ripassa davanti all'aeroporto dove si ferma per prendere 3 persone. Se avessi saputo di questa cosa mi sarei risparmiata 50 lei e un bel po' di malesangue! E va beh purtroppo in un paese fermo all'età della pietra anche comunicare diventa difficile!
In Romania non esistono autostrade, diciamo che la differenza tra le strade extraurbane e quelle urbane è che le prime sono asfaltate, le altre non sempre! Il mio pessimo umore mi faceva osservare il paesaggio con disappunto, pochissime case, sempre tutte colorate ma tristi, pochissime macchine e tanti tanti carretti, a volte trainati da persone, più raramente da muli. Gente abbigliata come i nonni dei miei genitori che io non ho mai conosciuto ma immagino. Tanti laghetti, tanti fiumiciattoli, tanti campi incolti e, almeno apparentemente, abbandonati. In 2 mesi a Cluj non avevo la minima idea della vera arretratezza della Romania, e scoprirla al rientro da 10 giorni stupendi in un paese sicuramente più moderno di quello non mi ha fatto bene.
Nel frattempo la luce del sole era sempre più flebile, così ho messo le cuffie e Liga mi ha fatto compagnia fino all'arrivo a Cluj.
Scendo dall'autobus, chiamo un taxi e in pochi minuti sono a "casa".
In camera non c'è nessuno e la cosa non mi dispiace, non ero dell'umore giusto per confrontarmi con altri esseri umani!
Mi faccio subito una doccia e mi stendo sul letto, distrutta, sgranocchiando qualche salatino e scrivendo qualcosa su facebook.
Alla fine di tutto mi sono sentita forte, forte per avercela fatta nonostante tutto e convincendomi che la solitudine si prova quando NOI decidiamo di provarla!

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